la piccola cosa di cemento armato

N.A.N.O.

#189

sembra sempre sbagliato fare la cosa giusta 
rosicchio le ossa del tuo sguardo
tu eri

Willard Suitcases

Le valigie del centro di salute mentale di Willard.
Un bellissimo lavoro di Jon Crispin

soldan56:

Così giovane e già affetto da demenza senile

soldan56:

Così giovane e già affetto da demenza senile

(Source: sparaglipietro, via curiositasmundi)

corallorosso:

NO TAV, LO SCRITTORE A PROCESSO PER ISTIGAZIONE AL SABOTAGGIO Erri De Luca: «Non sono stupito, me l’aspettavo, e non voglio nemmeno essere assolto. Mi metteranno sul banco degli imputati e ci saprò stare ma solo per difendere la mia libertà di parola».  Non sarà l’anno zero della lotta alla Tav ma il suo processo è l’anno zero di una stagione nuova: a processo non vanno coloro che agiscono alle reti del cantiere ma anche chi la sostiene a parole, pubblicamente.
«È questo lo spartiacque. Segna il momento in cui si vuole incominciare a intimidire l’opinione pubblica e la libertà d’espressione della parola condannandola penalmente. Loro credono che scoraggiando me ne scoraggeranno cento».
Lei però non ha mai rinnegato le sue dichiarazioni. Ora che si tratta di difendersi in aula di tribunale che cosa farà?
«Sono titolare solo di una piccola parola pubblica quindi la difendo, non la uso a sproposito e non la ritiro dopo che qualcuno la contesta. Non sono come questi politici capaci di ritrattare il giorno dopo come se dovessimo tutti continuamente dimenticare. Sono le mie opinioni e le difendo».
Da come parla sembrerebbe quasi che consideri più onorevole una condanna che una assoluzione in questo processo.
«È così, non mi interessa essere assolto, mi interessa esclusivamente difendere la mia libertà di parola. Semplicemente. E intendo a mia volta accusare di abuso, di intimidazione chi mi ha formulato questa incriminazione ». (da Micromega)

corallorosso:

NO TAV, LO SCRITTORE A PROCESSO PER ISTIGAZIONE AL SABOTAGGIO
Erri De Luca: «Non sono stupito, me l’aspettavo, e non voglio nemmeno essere assolto. Mi metteranno sul banco degli imputati e ci saprò stare ma solo per difendere la mia libertà di parola».
Non sarà l’anno zero della lotta alla Tav ma il suo processo è l’anno zero di una stagione nuova: a processo non vanno coloro che agiscono alle reti del cantiere ma anche chi la sostiene a parole, pubblicamente.

«È questo lo spartiacque. Segna il momento in cui si vuole incominciare a intimidire l’opinione pubblica e la libertà d’espressione della parola condannandola penalmente. Loro credono che scoraggiando me ne scoraggeranno cento».

Lei però non ha mai rinnegato le sue dichiarazioni. Ora che si tratta di difendersi in aula di tribunale che cosa farà?

«Sono titolare solo di una piccola parola pubblica quindi la difendo, non la uso a sproposito e non la ritiro dopo che qualcuno la contesta. Non sono come questi politici capaci di ritrattare il giorno dopo come se dovessimo tutti continuamente dimenticare. Sono le mie opinioni e le difendo».

Da come parla sembrerebbe quasi che consideri più onorevole una condanna che una assoluzione in questo processo.

«È così, non mi interessa essere assolto, mi interessa esclusivamente difendere la mia libertà di parola. Semplicemente. E intendo a mia volta accusare di abuso, di intimidazione chi mi ha formulato questa incriminazione ».
(da Micromega)

(via curiositasmundi)

anna


mentre la mia vita stava in ospedale
ho cominciato a pensare a te

che interessanti le vite degli altri
quando la tua è inguardabile

D. - Kalenderwoche 22 [zweiundzwanzig]

Cara D.

è stata una settimana intensa, la 22ma.

Mercoledì ho cantato l’inno nazionale alla partita di basket. E’ stato molto bello.
Ho preparato con cura quel minuto e 52, eliminando le frequenze che rimbomberebbero nel palazzetto, escogitando un arrangiamento originale; è il mio modo di rispettare l’inno.. personalizzarlo, anziché proporne una versione trita e ritrita…

ho sperimentato una app dell’ipad che mi permettesse di comandare i loop e allo stesso tempo suonare live. (dettaglio tennico assolutamente irrilevante per il popolo del Basket)
Ero solo; Per uno come me abituato ad avere una chitarra o un piano come spalla, era un grande sfida. Ha funzionato. 

La partita di basket è stata magica, epocale. Per la prima volta nella Storia Trento arriva in Finale dei Playoff. 
Dicono che ho portato fortuna.. Io penso invece il contrario.
Sono stato fortunato a cantare in una serata così.

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image

Venerdì invece ho suonato ad un funerale.. tutti contenti, ma pur sempre un funerale.
La mia etichetta, la Fosbury, quella che mi ha pubblicato e distribuito in questi anni chiude i battenti.
Mx Bredariol ha organizzato la cerimonia con la solita generosità; e palpavo il suo personale dolore per questa scelta.
Ho incontrato un sacco di gente che non vedevo da un pezzo; i ragazzi di un tempo si sono fatti uomini e donne, con figli, rughe, e quel contentment che ti fa sentir meno solo, ma in cui non ti specchi così bene come avresti creduto.
Tutti danno il massimo. Tutti sono gentili, anche i più timidi, i più schivi.. Cerchiamo tutti di farci forza l’un l’altro, anche se la vita va avanti ed ognuno prenderà le sue strade.. è un vero funerale..
Mangiamo vicino agli en roco; mi prendo tutta la loro discografia fosburiana con l’occasione..La Stex dietro al banco dei CD che sorride e spiega i prezzi e i dettagli; la simonetta con il suo buldra che arrivano carichi di figli e progetti; mx mi insegna la pipa, ed io fumo con il cappello di mio nonno in testa.. Sembrerei un vecchio sudtiroler se non fosse per questa faccia calabra che ho, proprio come il nonno. 

Incontro Pix, che non smetterò mai di ringraziare; ales e la melissa, facce viste e nomi scordati, ragazzi che mi hanno visto live nel 93, a treviso, ed altri che si sposano domani, che domandano come e cosa..
sto un po’ in disparte in tutto questo, per paura di rovinare qualcosa..ascolto tutti e mi reinnamoro dei kleinkief, di cui conservo gelosamente il CD “il sesso degli angeli” del 97/98 mi pare..un set strepitoso a mio avviso..
Arriva il mio turno, dopo i VD, la mia band italiana preferita..
suono di un fiato, chitarra elettrica e voce. l’aria si sospende, sento l’energia rarefatta, ed al terzo brano un applauso liberatorio sottolinea il manifesto fosburiano che crolla sulla batteria dietro di me.. un caso? non so.
finisco e mi emoziono come un esordiente. Tanti abbracci. Il primo è quello di Alberto Scapin dei BPD, che ha un sorriso ed uno sguardo che non dimenticherò. Poi Daniele, ed Ivan che mi dice: “Bravo Lello”.
Faccio fatica a contenere tutto questo negli occhi.. 
Chiudono gli ES carichi di ottimismo sul futuro. La Soviet Dischi  di Matteo si prenderà carico di tutti gli artisti fosburici che lo vorranno, a partire proprio dagli ES, che chiudono tra abbracci e baci, senza retorica una splendida storia durata 12 anni.

Avrei voglia di fermarmi stanotte, parlare a lungo con i Mari(i) dei Valentina Dorme, o chiedere al cantante dei Kleinkief cosa stia facendo.. eliminare le formalità, i convenevoli, e capire davvero cosa sia successo alle nostre vite in questi anni. Poco prima di partire incontro Max Trisotto e poi il grandissimo Paolo Beraldo dei Northpole. Vorrei tantissimo sentire nuove cose di questa coppia meraviglia. Non faccio in tempo a dirglielo. Mi manca la presenza di spirito di abbracciare Paolo e di scuoterlo fraternamente. Provo a farlo con queste due righe.. ;-D Per chiudere tutto per benino, caro Paolo, ci vorrebbe un bel pugno di canzoni nuove nuove dei Northpole. 

fotojournalismus:

The erasure of Maya Angelou’s sex worker history
“Dr. Maya Angelou, American Poet Laureate, most famous for authoring I Know Why The Caged Bird Sings, passed away at age 86 on May 28th, 2014. Her literary agent Helen Brann confirmed the news to press, and thus began a worldwide outpouring of grief. The top trending tag on Twitter was “RIP Maya Angelou” and, at the time of this writing, it is one of four Maya Angelou-related trending hashtags. She is hailed as a national best selling author, a genius, a spiritual God-, Grand-, and mother. She is lauded as everything Black women should aspire to emulate in life. So why is it very few of us know she was a sex worker? Why is it, even in her death, as in her life, it’s such a guarded secret? Why was this secret kept by seemingly everyone except Dr. Angelou herself?
We can, once again, boil it down to respectability politics and stigma. I am angry about it. I find myself ruminating, considering, wondering: If her work had been talked about as much as her dancing with James Baldwin or even her considerable, commanding and lovely height of six feet, what would the sex work community look like today? If we had talked about her wonderful compassion for sex workers, how she never looked down on them, and her refusal to be intimidated by invasive and obnoxious questioning about her sex working past, what would sex workers around the world be saying today in memory of her life?
Instead, we read post after post, obituary after tribute, calling her a “pimp” and saying she had “an unsuccessful stint as a prostitute.” The most detailed accounts currently online are making sure to emphasize that she spent a “brief stint,” a “short time” in the sex industry, so as to, without explicit words, solidify the shame they believe she should have felt, the shame we should feel as well. The media uses inflammatory terms to get clicks and to emphasize the terrible and shameful secret that was, in actuality, never a secret at all.
Dr. Angelou herself says she was never ashamed.

I wrote about my experiences because I thought too many people tell young folks, “I never did anything wrong. Who, Moi? – never I. I have no skeletons in my closet. In fact, I have no closet.” They lie like that and then young people find themselves in situations and they think, “Damn I must be a pretty bad guy. My mom or dad never did anything wrong.” They can’t forgive themselves and go on with their lives. So I wrote the book Gather Together in My Name [about her past as a sex worker]. [source]

In interviews, Dr. Angelou used the term “prostitute” to refer to her previous employment without rancor or shame. She spoke candidly to her family about it. She told her mother, brother, and son she would redact the information from the book, but only if they were uncomfortable with it. She had no issue whatsoever with speaking her truth. So why do we not know about it, save for hushed whispers and the occasional salacious reference in reports about and interviews of her? What’s so wrong with our beloved and lovely Maya Angelou having been a sex worker and brothel manager?
Respectability politics no doubt play a role in the erasure of her history as a sex worker. With a wide brush, details on it have been painted over by those who won’t acknowledge such a thing, brushing past it to talk about her awards and accolades. But she had no problem stating plainly: “There are many ways to prostitute one’s self.”
It comes to this: there is no way, in the minds of most people, to have worked as a prostitute and not be ashamed of it. Most people believe there is no way to have held this job (and it is a job), move onto other things, and not consider it a “seamy life” or “shameful secret.” To most people, there is no way a woman of Maya Angelou’s caliber could ever have performed as a sex worker. The idea just won’t gel for them, but that doesn’t mean it’s not the truth. Maya Angelou: Poet Laureate, Pulitzer nominee, Tony Award winner, best selling author, poetess, winner of more than 50 honorary degrees, mother, sister, daughter, wife, National Medal of Arts winner, Presidential Medal of Freedom winner, consummate and powerful woman, artist, and former sex worker. Yes, the woman you love, the woman we all love, the incomparable Dr. Maya Angelou was a sex worker and she proved, in her life and her stories, that there’s nothing wrong with it.
To quote her:
Now you understandjust why my head’s not bowed.I don’t shout or jump aboutOr have to talk real loud.When you see me passing,It ought to make you proud.I say,It’s in the click of my heels,The bend of my hair,the palm of my hand,the need for my care.‘Cause I’m a womanPhenomenally.Phenomenal woman,That’s me.(Phenomenal Woman)
Indeed, we are proud of you, Dr. Angelou. Thank you for everything you’ve so shamelessly shared with us, for your truth needs no shame and deserves acknowledgment, acceptance, and a warm, loving embrace. Words can never express my gratitude to you and my grief at your death. Thank you.” — Source
(via thepeoplesrecord)

fotojournalismus:

The erasure of Maya Angelou’s sex worker history

Dr. Maya Angelou, American Poet Laureate, most famous for authoring I Know Why The Caged Bird Sings, passed away at age 86 on May 28th, 2014. Her literary agent Helen Brann confirmed the news to press, and thus began a worldwide outpouring of grief. The top trending tag on Twitter was “RIP Maya Angelou” and, at the time of this writing, it is one of four Maya Angelou-related trending hashtags. She is hailed as a national best selling author, a genius, a spiritual God-, Grand-, and mother. She is lauded as everything Black women should aspire to emulate in life. So why is it very few of us know she was a sex worker? Why is it, even in her death, as in her life, it’s such a guarded secret? Why was this secret kept by seemingly everyone except Dr. Angelou herself?

We can, once again, boil it down to respectability politics and stigma. I am angry about it. I find myself ruminating, considering, wondering: If her work had been talked about as much as her dancing with James Baldwin or even her considerable, commanding and lovely height of six feet, what would the sex work community look like today? If we had talked about her wonderful compassion for sex workers, how she never looked down on them, and her refusal to be intimidated by invasive and obnoxious questioning about her sex working past, what would sex workers around the world be saying today in memory of her life?

Instead, we read post after post, obituary after tribute, calling her a “pimp” and saying she had “an unsuccessful stint as a prostitute.” The most detailed accounts currently online are making sure to emphasize that she spent a “brief stint,” a “short time” in the sex industry, so as to, without explicit words, solidify the shame they believe she should have felt, the shame we should feel as well. The media uses inflammatory terms to get clicks and to emphasize the terrible and shameful secret that was, in actuality, never a secret at all.

Dr. Angelou herself says she was never ashamed.

I wrote about my experiences because I thought too many people tell young folks, “I never did anything wrong. Who, Moi? – never I. I have no skeletons in my closet. In fact, I have no closet.” They lie like that and then young people find themselves in situations and they think, “Damn I must be a pretty bad guy. My mom or dad never did anything wrong.” They can’t forgive themselves and go on with their lives. So I wrote the book Gather Together in My Name [about her past as a sex worker]. [source]

In interviews, Dr. Angelou used the term “prostitute” to refer to her previous employment without rancor or shame. She spoke candidly to her family about it. She told her mother, brother, and son she would redact the information from the book, but only if they were uncomfortable with it. She had no issue whatsoever with speaking her truth. So why do we not know about it, save for hushed whispers and the occasional salacious reference in reports about and interviews of her? What’s so wrong with our beloved and lovely Maya Angelou having been a sex worker and brothel manager?

Respectability politics no doubt play a role in the erasure of her history as a sex worker. With a wide brush, details on it have been painted over by those who won’t acknowledge such a thing, brushing past it to talk about her awards and accolades. But she had no problem stating plainly: “There are many ways to prostitute one’s self.”

It comes to this: there is no way, in the minds of most people, to have worked as a prostitute and not be ashamed of it. Most people believe there is no way to have held this job (and it is a job), move onto other things, and not consider it a “seamy life” or “shameful secret.” To most people, there is no way a woman of Maya Angelou’s caliber could ever have performed as a sex worker. The idea just won’t gel for them, but that doesn’t mean it’s not the truth. Maya Angelou: Poet Laureate, Pulitzer nominee, Tony Award winner, best selling author, poetess, winner of more than 50 honorary degrees, mother, sister, daughter, wife, National Medal of Arts winner, Presidential Medal of Freedom winner, consummate and powerful woman, artist, and former sex worker. Yes, the woman you love, the woman we all love, the incomparable Dr. Maya Angelou was a sex worker and she proved, in her life and her stories, that there’s nothing wrong with it.

To quote her:

Now you understand
just why my head’s not bowed.
I don’t shout or jump about
Or have to talk real loud.
When you see me passing,
It ought to make you proud.
I say,
It’s in the click of my heels,
The bend of my hair,
the palm of my hand,
the need for my care.
‘Cause I’m a woman
Phenomenally.
Phenomenal woman,
That’s me.
(Phenomenal Woman)

Indeed, we are proud of you, Dr. Angelou. Thank you for everything you’ve so shamelessly shared with us, for your truth needs no shame and deserves acknowledgment, acceptance, and a warm, loving embrace. Words can never express my gratitude to you and my grief at your death. Thank you.” — Source

(via thepeoplesrecord)

(Source: thepeoplesrecord)

catastrofe:

la poesia

catastrofe:

la poesia

(Source: limaotto)

mattina presto.
le giostre